Il Ponte Leproso è una testimonianza importante della Benevento romana. Costruito per consentire l'attraversamento del fiume Sabato della via Appia, risale, probabilmente ai secoli III e II a. C. ma è stato più volte riparato e modificato , soprattutto nella parte superiore. Nel secolo XI in una delle sue arcate fu ricavato lo sbocco del canale dei mulini del rettore Dacomario. Non è chiaro il motivo della sua denominazione, in passato, attribuita alla presenza in vicinanza di un lebbrosario. Realizzato in blocchi di pietra calcare e laterizi, è composto da cinque arcate di diversa dimensione. Fu restaurato da Settimio Severo (146 - 211) e da suo figlio Caracalla (188 - 217) nel 202. Nei suoi paraggi sorgeva un criptoportico, tramutato poi in chiesa dedicata ai Santi Quaranta, martiri a Sebaste. Denominato nel Medioevo "Ponte Marmoreo" fu poi popolarmente indicato come ponte di San Cosimo per la omonima chiesa che sorge sul lato sinistro della riva cittadina.