Il Chiostro di Santa Sofia a Benevento è una delle testimonianze più affascinanti dell'architettura medievale longobarda, risalente al XII secolo. È parte integrante del Complesso Monumentale di Santa Sofia, che include anche la chiesa omonima, il campanile e il Museo del Sannio. Dal 2011, l'intero complesso è stato inserito nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO come parte del sito seriale Longobardi in Italia. Luoghi del potere (568–774 d.C.)
Il Chiostro fu costruito tra il 1142 e il 1175 dall'abate Giovanni IV, in parte utilizzando materiali del precedente monastero longobardo distrutto dal terremoto del 986. La struttura è a pianta quadrangolare e presenta 15 quadrifore e una trifora, con archi a sesto ribassato di stile moresco. Le aperture sono adornate da 47 colonne di granito, calcare e alabastro, ciascuna con capitelli decorati con motivi vegetali, animali e simboli cristiani
Al centro del chiostro si trova un giardino con un capitello incavato che funge da pozzo. Le colonne e i capitelli sono disposti in modo da creare giochi prospettici, riflettendo l'abilità artistica e la simbologia religiosa dell'epoca.
Il Chiostro ospita un ciclo scultoreo non unitario, con capitelli realizzati da diversi maestri. Tra i più noti Maestro dei Mesi: raffigurazioni dei lavori agricoli stagionali (restano quelli da giugno a dicembre). Maestro dei Draghi: scene mitologiche e fantastiche. Maestro della Cavalcata degli Elefanti: scene di cavalieri e animali esotici
Oggi, il chiostro è parte del Museo del Sannio, che raccoglie reperti archeologici, medievali, armi, ceramiche, monete e una pinacoteca con opere dal Cinquecento al Novecento. Il Chiostro ospita anche il lapidario del museo, con iscrizioni e reperti epigrafici.