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Comunicato del 05/07/2017

Mastella: “La questione del ciclo integrato va affrontata nell’ATO Rifiuti” Il sindaco ha illustrato stamani le tappe che hanno portato alla crisi della Samte

Di seguito l’intervento del sindaco Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa tenutasi stamani a Palazzo Mosti sul tema “SAMTE e rifiuti”.


“La questione della tariffa provinciale di smaltimento rifiuti ha origini lontane nel tempo, e certamente è insorta in data anteriore rispetto all’attuale consiliatura. Nel rispetto delle posizioni istituzionali degli enti interessati, e delle rispettive maestranze ogni giorno impegnate nella difficile gestione del ciclo rifiuti, è quindi doveroso riassumente quanto segue.


Per quanto attiene l’annualità 2014/2015, la vicenda degli incrementi tariffari su base provinciale trae origine dal deliberato del presidente della Provincia di Benevento n. 123 del 23.6.2015 a mezzo del quale l’ente provinciale rideterminava il costo di smaltimento da riconoscere alla Provincia – e per esso alla SAMTE – da €. 109,00 + IVA/ton ad €. 199,03 + IVA/ton. Le ragioni di tale incremento retroattivo della citata tariffa sono state evidenziate dalla Provincia in termini di adeguamento della tariffa regionale di conferimento al TWE, maggiori costi fissi in ragione dell’incremento della raccolta differenziata su base provinciale, oneri di chiusura e post-gestione delle discariche “commissariali” impegnate nel periodo dell’emergenza. Tale deliberato è stato impugnato da altri 20 Comuni della Provincia. La tariffa regionale era sospesa dal TAR Campania sui ricorso della Irpinia Ambiente s.p.a. Il Comune di Benevento, su parere dei suoi legali, valutava di procedere nel versamento della vecchia tariffa (€. 109,00+ IVA/ton). Gli stessi pagamenti della tariffa “corrente” erano resi difficoltosi dalla circostanza che in alcuni casi, nell’autunno 2015, gli uffici comunali non ottenevano il DURC “liberatorio” per i pagamenti in favore di SAMTE. Per effetto delle recenti decisioni del Consiglio di Stato il Comune di Benevento ha pertanto maturato un debito nei confronti della SAMTE per il biennio 2014/2015 di circa 1,5 milioni di euro che sarà sottoposto all’OSL per gli adempimenti di legge. In punto di fatto molti Comuni hanno comunque versato la tariffa “piena” per il biennio 2014/2015 così che nessun debito è maturato nei confronti di SAMTE. Allo stato resta il tema dell’abnorme tariffa provinciale, che era, e resta, la più alta in Campania, e fra le più alte d’Italia.


Passando, poi, all’annualità 2016 va detto che nel corso del 2016 la Provincia di Benevento con deliberato del presidente n. 74 del 29.04.2016 fissava in €. 175,00+ IVA/ton. la nuova tariffa provinciale. Si noti bene che né la tariffa 2016, né la tariffa 2017 imposte dalla Provincia sono chiare sul tema della tariffa regionale: a ben vedere (allegato alla delibera n. 58 del 24.2.2017) tale tariffa regionale non è inserita nella tariffa provinciale, così che allo stato la tariffa 2016 può essere stimata in circa €. 175,00 (+ €. 70 circa per la tariffa regionale) con un incredibile ulteriore aumento anche per il biennio 2016/2017. La tariffa 2016 era impugnata da molti Comuni, ivi incluso il Comune di Benevento – Giunta Pepe – che stimava illegittimo tale ulteriore incremento. Tale deliberato provinciale è stato annullato dal TAR Campania con decisioni n. 3322 e 3313 del 15.6.2017 allo stato esecutive e non impugnate. Si noti bene che all’origine di teli sentenze vi è anche la singolare vicenda del Comune di Telese, laddove questo ente provvedeva all’adeguamento della TARI 2016 nel maggio 2016 – avendo ricevuto la delibera provinciale in ritardo rispetto ai termini di approvazione della TARI. In questo caso la delibera comunale è stata annullata per “tardività” dal TAR Campania su ricorso del Ministero dell’Economia – a tutela dei contribuenti -; sentenza, quest’ultima, passata in giudicato con conseguente insorgenza di un debito del Comune nei confronti dei cittadini.


Per quanto attiene, poi, l’annualità 2017, va specificato che le vicende precedentemente descritte si sono riproposte anche all’attuale Giunta allorquando è venuta a conoscenza del deliberato del presidente della Provincia n. 58 del 24.2.2017 che ha fissato la tariffa provinciale 2017 in €. 175,00 + IVA/ton,  precisando che a tale tariffa provinciale andrà aggiunto – come già detto – la tariffa regionale (circa €. 70,00 oltre IVA/ton). Avverso tale deliberato l’attuale Giunta ha prodotto ricorso, in linea con i precedenti, ed ha inserito la tariffa contestata nella TARI 2017 in corso di riscossione, con inevitabile oneri a carico della nostra cittadinanza.


Allo stato degli atti ciascun sindaco non può che prendere atto che la Provincia, e per essa il suo presidente, da 4 anni contabili approva anno per anno le tariffe proposta da SAMTE senza nulla rilevare sull’andamento di tale gestione, ed anzi così avallando una gestione fallimentare di tale società in house dell’ente. L’aggettivo “fallimentare” è del resto pertinente dal momento che SAMTE da oltre 14 mesi ha avanzato domanda di concordato al Tribunale Fallimentare di Benevento senza però, allo stato, formulare una compiuta proposta/piano concordatario che individui le origini della crisi, e le connesse attività di risanamento proposte dalla società.


In questa prospettiva appare assolutamente “singolare” l’iniziativa del presidente della Provincia che avrebbe convocato l’assemblea dei Sindaci della Provincia su “Tariffa di conferimento 2016 … sentenze TAR Campania … comunicazioni amministratore unico SAMTE … chiusura STIR di Casalduni – determinazioni”. Tale iniziativa si commenta da sola. E’ agevole, comunque, osservare quanto segue:


1) le tariffe provinciali sono state determinate sempre dal presidente della Provincia in piena ed assoluta autonomia, senza alcun confronto con chicchessia, e men che meno con alcun sindaco;


2) lo stesso presidente ha approvato di anno in anno i bilanci SAMTE così avallando una gestione fallimentare le cui origini non sono mai state oggetto di un piano industriale e/o di una compiuta proposta concordataria;


3) le tariffe provinciali sono state inserite nelle rispettive TARI da ciascun Comune: alcuni di essi le hanno impugnate, la gran parte dei Comuni le ha pagate assumendosene anche i relativi rischi (vedasi la triste vicenda di Telese);


4) la chiusura dello STIR di Casalduni è atto gestionale del quale si deve assumere l’esclusiva responsabilità l’attuale management della predetta società e non è certo argomento da sottoporre all’assemblea dei sindaci, che non ha all’evidenza alcuna competenza gestionale in materia.


Un comune e sentito senso di responsabilità verso i cittadini della nostra Provincia, e verso i lavoratori SAMTE, avrebbe richiesto ben altre strade di confronti e luoghi di dibattito istituzionale. Tralasciando le polemiche sulle modalità di nomina dell’attuale organo esecutivo dell’ATO Rifiuti, non vi è dubbio che è in quella sede – ATO Rifiuti - che vada affrontato con schiettezza un dibattito sugli sviluppi e le prospettive della gestione del ciclo integrato dei rifiuti nella nostra Provincia. In quella sede siamo pronti a confrontarci, e senza volerci nascondere su sterili tecnicismi – per i quali non vi è probabilmente più tempo –, e siamo pronti ad un confronto che tratti i seguenti temi.


1. Gestione SAMTE


Evidentemente qualsivoglia ipotesi di utile continuazione di tale esperienza richiede una rapida verifica contabile da parte di soggetti terzi verificatori che, nell’interesse dei Comuni conferenti e dei contribuenti, pervengano al fine ad un’analisi oggettiva della non certo “utile” gestione aziendale.


2. Gestione ciclo produttivo


E’ inevitabile, poi, affrontare il tema della evidente contraddittorietà di un ciclo, e di una tariffa, che penalizza i Comuni con la maggior raccolta differenziata su base regionale: se vi è un eccesso di costi fissi nulla osta ad un severo confronti sugli stessi, proprio a salvaguardia delle professionalità e degli impianti di SAMTE, che sono un valore dell’intera Provincia e non certo della SAMTE in sé considerata.


3. Gestione siti dismessi


E’ notorio che la nostra Provincia, nel periodo emergenziale, ha contribuito con impianti e consumo del territorio al superamento dell’emergenza. Ovviamente gli oneri di post-gestione e chiusura di tali impianti non possono essere “scaricati” nella tariffa provinciale così gravando sui soli nostri concittadini. Quali iniziate sono state assunte da SAMTE e dalla Provincia per recuperare dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Regione gli oneri di chiusura e post-gestione accantonati nel periodo emergenziale? La stessa sorte della discarica di Sant’Arcangelo deve naturalmente trovare soluzione economica e strutturale in tale ambito, non potendosi ipotizzare l’attuale stasi di tale impianto, o peggio l’accollo integrale ai soliti concittadini degli oneri di tale eventuale chiusura definitiva dell’impianto.


4. Assetto definitivo del ciclo


La corretta analisi dei punti che precedono consentirà, evidentemente, di aprire un costruttivo confronto sulle ipotesi di gestione del ciclo provinciale, e sulla modalità (ed oneri) di sistemazione finale di impianti ormai chiusi (Montesarchio, Casalduni ecoballe, ecc. ecc.). che potrebbero a breve diventare delle vere bombe ecologiche.


Su questi punti siamo disposti a confrontaci nella sede istituzionale dell’ATO a partire da domani. Allo stesso modo siamo disponibili a confrontarci anche in sede regionale laddove evidentemente si potrà trattare anche il tema cruciale dei siti dismessi e dei loro oneri di gestione”.


 


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