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Teatro Romano      
Il teatro romano è un’antica struttura romana costruita nel secondo secolo dall’Imperatore Adriano nelle vicinanze del Cardo maximum e ultimato ai tempi di Caracalla.
La costruzione originale poteva contenere fino a 10.000 persone per 90 metri di diametro ma la coesione della struttura è ormai quasi del tutto inesistente.
Ciò che ci è pervenuto a seguito delle guerre e dei terremoti sono una parte della scena, la cavea,l’orchestra e il primo e parte del secondo dei 3 ordini di 25 arcate che definiscono la facciata esterna. La cavea a pianta semicircolare era collegata alla scena attraverso una facciata in laterizio, con tre porte monumentali e ampie nicchie, probabilmente destinate a contenere le statue di gladiatori e di personaggi famosi della famiglia imperiale. La stessa cavea è fiancheggiata da due aule, le Parodoi e in particolare la sala a destra conserva il pavimento in mosaico e lo zoccolo inferiore rivestito da lastre marmoree policrome come forse doveva essere rivestita gran parte del teatro. Le Parodoi erano per i greci gli spazi praticabili tra il limite dei sedili e la scena che collegavano l’orchestra con l’esterno del teatro. Per i romani invece, sotto il nome di Versurae, fungevano da ingresso per coloro che sedevano ai posti d’onore.


Entrando sulla scena vi sono due cippi: sul primo, collocato sulla facciata anteriore torviamo l’iscrizione che celebra Adriano e che indica l’inizio dei lavori. Adriano istituì un Curator per la costruzione che fu inaugurata nel 126 d.C. Sul secondo cippo, posto sulla facciata posteriore, si celebra Caracalla e si indica la data di chiusura dei lavori, 200-210 d.C. dopo un ampliamento che testimonia l’importanza raggiunta dalla città a seguito dell’inaugurazione della Via Traiana.


Delle decorazioni originarie ci sono pervenuti i mascheroni conservati sul viale d'ingresso e alcuni affreschi e arcate in pietra, delimitate da colonne in stile tuscanico, comunicanti con l'interno attraverso una serie di corridoi alternati a scale. Dietro la scena si conservano, inoltre, i resti di tre scale con numerosi frammenti di colonne e di trabeazioni, che fanno pensare all'esistenza di un secondo ingresso monumentale.


La ristrutturazione della struttura fu realizzata a partire dal 1923 per opera di Almerico Meomartini, interrotta nel 1930 a causa del terremoto e poi ripresa e portata a termine nel 1934. Ma il Teatro fu riaperto al pubblico solo a partire dal 1957. Su quanto rimaneva del teatro nel XVII secolo fu costruita la chiesetta ad una navata di Santa Maria della Verità ristrutturata dopo il terremoto del 1980.
Attualmente, in estate, la struttura ospita vari spettacoli di prosa, danza e lirica.

a cura di Chiara Maria Pontillo

 

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